Istituto d'Istruzione Superiore
Marco Polo - Liceo Artistico
Licei Classico Musicale Artistico
Venezia
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Guido Papalia (19/3/2010) Sandro Chia al Liceo Artistico (28/2/10) Decorazioni parietali del sottopasso dei Quattro Cantoni di Mestre (VE). (3/8/2009) “Converging Sciences and Arts” Trento (aprile 2008) Il nostro Corso di Fumetto a Godega di Sant’Urbano (TV), 12-13/3/08. Teatro di Natale, 22/12/2007 Sand Nativity, 26/11-4/12/2007, Jesolo (VE) "Family Run" (27/10/07) Mestre "Sculture di sabbia", Natale 2006 ed Estate 2007 , Jesolo (VE) Festa fine anno scolastico 06-07 Mostra alla Sala S. Leonardo ( 8 giugno 2007 - Venezia) Teatro:"Il Mercante di Venezia", Venezia (maggio 2007) Converging Sciences and Arts” Trento (maggio 2007) Dragon boat (maggio 2007) "Dalla Luce alla realizzazione": mostra opere vitree a Ca' Pesaro - Venezia ( aprile 2007) e Centro Candiani - Mestre (maggio 2007) Partecipazione al 6° Salone Nautico Internazionale (Venezia, marzo 2007) Incontro con il Gazzettino ed A. Salvadori, Assessore al Decoro (marzo 2007) Sfilata di costumi d'epoca (23/12/06) Mostra Tarnowska (5/06) Partecipazione a "School in Action" di MTV (marzo 2006) Partecipazione a "Villa Ceresa in fiore" - Chirignago (1/5/ 2004)

 

“SANDRO CHIA E L’ARTE”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Umiltà, vitalità ed energia”.

Con questi presupposti inizia il suo percorso Sandro Chia, apprezzato e stimato ormai in tutto il mondo, il cui sviluppo espositivo degli ultimi 30 anni lo vede protagonista nelle più grandi capitali dell’arte mondiale, dove l’apertura per un nuovo concetto di arte ha accolto un’artista in grado di ricercare, di osare e di donare all’arte una ricchezza in più, la sua passione.

All’ inizio erano un gruppo di “ragazzotti” tra i quali oggi riconosciamo artisti altrettanto noti come Mimmo Pladino, Nicola De Maria, Enzo Cucchi oltre allo stesso Chia, che confrontandosi nei caffè, davano luce a idee, domande, ricerche artistiche fino a dare vita negli anni ’80 a quel movimento,  riconosciuto e battezzato dal grande critico d’arte Achille Bonito Oliva, “Transavanguardia” e che secondo Chia è divenuto il “lavoro di giovani artisti che hanno dimostrato di saper sfidare il mondo”.

Una rapida trasformazione nell’arte che incuriosiva la gente attraverso una pittura in rilievo e un’esplosione di colori: figure diverse, stile diverso, emozioni nuove.

In un’incontro con gli studenti  e gli aspiranti artisti del Liceo Artistico Statale che si è tenuto presso la sede dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia il 6 febbraio, Sandro Chia ha voluto raccontare il suo percorso artistico.

Con molto interesse e disponibilità ha risposto a tutte le domande postegli dai ragazzi, trasmettendo un importante messaggio: quello di non smettere mai nel proprio intento perché “ogni individuo è ancora in grado di operare e di lanciare dei segnali sviluppando un proprio percorso”.

Dalle sue parole si percepisce una profonda intesa creatasi tra lui e l’arte, la stessa che lo spinge a vivere appieno i suoi quadri, sentendo la fatica e il sudore.

Attorno all’arte, dice, vive il mistero e inspiegabile diviene quell’intimo contatto che si crea tra il quadro e l’osservatore, per questo liberare mente e anima è la chiave per capire fino in fondo l’opera e come sostiene l’artista, “sono le conseguenze emozionali di ordine astratto a farci godere”, quelle che senza nessuna logica ci portano in un’altra dimensione, facendoci sognare, rendendoci tristi o felici e che permettono alla tela di prendere vita e forma dentro di noi.

Chia comprende l’arte giorno dopo giorno vestendosi di colori e sensazioni, arricchendo il suo essere e convivendo con una tela che da bianca, ostile e incapace di suscitare emozioni , prende forma e carattere, riuscendo a far vivere pensieri, domande, ricordi e aspettative.

Un viaggio importante ed estremamente intimo quello che l’arte sa far intraprendere all’uomo, bisognoso di sognare ad occhi aperti, vivendo a volte in un mondo parallelo :“sul quadro, l’artista ha diritto di vita e di morte, essendo esso, un campo, un regno.”

Questo però, non è solo un mezzo per mostrare il colore o osservare le immagini, ma diventa se fatto bene, un corpo, un’entità funzionante in grado di produrre luce, energia e per far nascere tutto questo il pittore diventa un alchimista che mette insieme sensazioni, organi e un cuore che pulsa e rende viva ogni singola fibra di cui è formata la tela.

L’artista parla anche delle difficoltà incontrate soprattutto dopo il successo e i riconoscimenti, quando, forse temendo di deludere il mondo esterno, si cerca di dare vita al quadro perfetto che in realtà non esiste ed è per questo che Chia consiglia di dare importanza tanto al dipinto “bello”, quanto a quello più “brutto”.

Per raggiungere la buona riuscita di un’opera è di fondamentale importanza che viva dentro di essa l’armonia data dai colori e soprattutto dal materiale usato.

Più precisamente spiega in base alla sua esperienza , le varie tecniche con cui è possibile creare armonia in un quadro. In particolare fa riferimento alla tempera che, al contrario dell’acrilico, è irreversibile, ma entrambe le tecniche sono da lui poco amate poiché riconosce reversibilità ed armonia solo nella pittura ad olio, utilizzata in quasi tutti i suoi quadri.

L’artista espone inoltre la sua visione rispetto al mondo d’oggi attraverso un interessante confronto con il passato.

Più di cento anni fa nasceva la Biennale di Venezia, pensata proprio con l’intento di favorire l’incontro e a volte delle collaborazioni tra gli artisti desiderosi di far conoscere le loro opere inedite.

Diventava quindi “un appello ufficiale” per ogni artista che vedeva in essa la realizzazione di un sogno.

Oggi invece manca questo diretto rapporto ostacolato dalla troppa informazione offerta molto velocemente dai media e da internet che vanificano tutta la curiosità e la sorpresa.

Sandro Chia si confronta quindi con i giovani e con un instancabile progresso in tutti i settori che per quanto stia favorendo l’evoluzione, non è ancora in grado di rispondere alla fatidica domanda presente in ogni sua opera: ”Dov’è l’arte?”.

 

Ilaria Salvagno

Venezia, 28 febbraio 2010

 

 

 

Collaborazioni:

Laura Berti, intervista a Sandro Chia; Margot Cavallo, foto; Jacopo Bonaventura e Christopher Macchi, schizzi ambientali; Francesca Rizzi, riprese con videofonino (non pubblicate).

 

 

 

Ilaria Salvagno

 

Ilaria Salvagno nasce a Venezia l’8 luglio del 1993.

Coltiva da sempre la passione per l’arte e per il disegno che la porta a frequentare il Corso Ordinamentale del Liceo Artistico Statale di Venezia, ma ha sempre dimostrato un grande interesse anche per la scrittura; nel 2007 ha vinto il primo premio del concorso letterario “Venezia LiberatA!” organizzato dall’ Associazione per la storia della Resistenza e l’Istituto Veneziano “Figli della Shoah”.

Per sette anni, ha coltivato l’amore per la danza presso la scuola di ballo “Proyecto” di Venezia.

Da Marzo 2008 collabora con “deliratio iuvenilis” proponendo immagini e testi da lei realizzati.

 

 

Sandro Chia

 

sito ufficiale

http://www.sandrochia.com/

 

biografie

http://www.boxartgallery.com/chia.php

http://www.sapere.it/tca/minisite/arte/nonsolomostre/chia_bio.html

http://www.registro-dell-arte.com/pittura/sandro-chia-1946/

 

video interviste

http://www.youtube.com/watch?v=4PI3T5al4-I

http://www.youtube.com/watch?v=myyaW9s_OQk

 

Chia il mitico (vai a vedere la foto)

http://www.sandroboselli.com/sandro.boselli.2007/blog/?p=345

 

 

 

 



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